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| Le borgate |
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| Lunedì 23 Novembre 2009 13:34 |
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Puy e Pequerel
Cenni storici Il XX secolo vede la popolazione delle due piccole borgate montane impegnata in grandi sforzi per migliorare i collegamenti tra di esse, con il Forte di Fenestrelle e con il capoluogo, con l'apertura di cantieri dalle condizioni di lavoro molto dure a causa della natura del terreno e dell'inclemenza del tempo (i cantieri si aprivano sempre d'inverno). Il Puy, contrariamente a quanto potrebbero far pensare le sue ridotte dimensioni e al sua popolazione relativamente esigua, ha dato i natali a diverse figure curiose e ammirevoli, molto peculiari, come ad esempio Don Michele Bourlot (1812-1882). Parroco di Fenestrelle dalla grande vocazione umanitaria, tanto da meritarsi il nome presso i fenestrellesi di "Petit Bon Dieu"; creò l'asilo infantile e fu insignito elle onorificenze dell'Ordine Mauriziano. Altri personaggi notevoli per il loro impegno missionario furono Don Raviol, evangelista che scomparse e tuttora riposa in località ignota, e il salesiano Don Stefano Bourlot, partito nel 1876 per Buenos Aires, dove tra molte difficoltà fondò una chiesa, un oratorio e un annesso collegio, nonché scuole serali per combattere l'analfabetismo; fondò un'associazione di mutuo soccorso per l'assistenza ai disagiati e partecipò alla creazione del giornale "Cristoforo Colombo" del quale era direttore. Morì il 28 novembre 1910, tra il cordoglio della stampa locale e ovviamente degli emigranti, che parteciparono numerosissimi alle sue esequie. Conterranei di questi sacerdoti furono i professori Francesco Raviol e Giuseppe Bourlot. Il primo nacque nel 1871 e si laureò in francese all'Università di Genova. Il secondo, nato nel 1901, trovandosi nell'impossibilità, derivante da ragioni economiche, di continuare gli studi successivamente da quelli primari compiuti a Fenestrelle, studiò da sé. Diplomandosi, intraprendendo la carriera di insegnante i diverse scuole e infine laureandosi in lettere a Torino. Raccogliendo numerose informazioni sulla storia locale, dedicò un libro all'argomento, "Storia di Fenestrelle e dell' Alta Val Chisone". Nel secondo dopoguerra cominciò un inesorabile flusso migratorio verso il fondovalle che lasciò la borgata quasi completamente disabitata, ad eccezione della stagione estiva, quando la Casa Parrocchiale fu abitata da Salesiani e Cappuccini. Attualmente vi risiedono alcune famiglie durante le vacanze, per cui, come ricorda malinconicamente Luigi Bourlot "ora [la campana della chiesa del villaggio di Puy], suona ancora due volte l'anno, il 26 luglio, in occasione della festa di Sant'Anna e la prima domenica di agosto per festeggiare a Pequerel 'la Madonna delle Nevì". Informazioni tratte da "La Valaddo" (articolo "La borgata Puy di Fenestrelle - il suo sviluppo negli ultimi tre secoli, il suo tramonto --, apparso nel numero di marzo 2003).
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Novembre 2009 14:02 |










